Svezzamento: parte I

Oggi care mamme vi parlo dello svezzamento. Ho deciso di dividere questo argomento così complesso e variegato in due “puntate”. Questo primo articolo ha contenuti un po’ più teorici, da maestrina…una parte pallosa ecco!! Seguirà poi un secondo articolo, tra qualche giorno, dove vi scriverò della mia personale esperienza con tutte e tre le bimbe perché di fatto le ho trovate molto diverse e lunghe da spiegare, sia come approccio iniziale che come svolgimento in sé.

Ma partiamo dal principio… dalla parola SVEZZARE, ovvero togliere il vizio. E quale vizio? Quello della tetta!!! Molte di voi, tra cui io, diranno: “la tetta non è un vizio”, in realtà lo si intende così per il fatto che, da quando nasce, il neonato è abituato solo alla suzione, che sia della tetta o del biberon, sono abituati ad un unico alimento e molto spesso con lo stesso sapore.

Secondo l’OMS è opportuno iniziare lo svezzamento a partire dai sei mesi di età, quando il neonato ha un apparato digerente pronto ad accogliere cibi di natura semisolida e non più liquida. Inoltre dai sei mesi il bambino ha bisogno di più nutrienti, il suo stile di vita cambia, inizia a “muoversi” di più, magari a gattonare e il latte di mamma, ahimè, non lo sazia adeguatamente alle richieste del suo organismo. Se volete saperne di più sulle direttive del ministero della salute potete andare sul loro sito.

In realtà ad oggi molte mamme iniziano lo svezzamento già a partire dai 4 mesi, molti pediatri consigliano di iniziare nel momento in cui il bimbo riesce a stare seduto in maniera autonoma sul seggiolone, questo per far sì che mantenga una postura dritta e quindi le vie aeree non vengano ostruite dal passaggio di cibo. Ovviamente chi sceglie di iniziare a questa età lo potrà fare con l’introduzione della frutta, che rimane un alimento leggero, di facile digeribilità e dal gusto dolce, simile al latte. Le mamme che preferiscono iniziare dal sesto mese potranno da subito dare le classiche pappette di semolino, cereali con del brodo di verdure per poi inserire gradualmente le varie carni, pesci e formaggi. Nel prossimo articolo vi metterò la tabella che utilizzo io con l’inserimento dei vari alimenti.

Questo appena descritto è uno svezzamento tradizionale… Si, perché oggi esistono diversi tipi, il più contestato, sconsigliato, additato è l’autosvezzamento! Sono ancora pochi i pediatri che lo consigliano perché si suppone che sia “rischioso”. E perché? Autosvezzamento significa proprio svezzarsi da soli, non che il bambino si prepara il cibo da se ovviamente…la madre in questo caso deve necessariamente aspettare i sei mesi e cogliere dei segni, cioè deve notare il proprio figlio desiderare il cibo dei grandi, e come ci si può accorgere? I bambini tendono ad avere interesse per qualcosa nel momento in cui lo seguono con lo sguardo, nel caso del cibo possono anche aprire la bocca o cercare con la mano di afferrarlo, a quel punto avremo i segni di un vero interesse verso il nostro mangiare. Non si inizia con pappette, ma proprio col nostro cibo da subito, non che il primo giorno si mangiano un piatto di carbonara, ovviamente senza uso di sale, condimenti grassi, soffritti o altro di pesante.

Il cibo può essere sminuzzato per facilitare loro la masticazione (Piermarini) o offerto com’è, in forma di striscette e bastoncini che loro succhiano e mordicchiano (Rapley). Aumentando le capacità manuali e masticatorie (sì, masticano anche senza denti) e imparando che il cibo riempie la pancia, la quantità di cibo assunta sarà sempre maggiore, e nel tempo calerà la richiesta di latte. Tutto avviene in maniera molto molto graduale.”

Questo testo l’ho tratto dal sito di riferimento per chi vuole avvicinarsi a questo metodo e che potete trovare cliccando qui.

Le mamme in questo caso devono essere consapevoli della loro scelta, si consiglia anche di frequentare un corso di disostruzione pediatrica perché è un po’ più probabile che il cibo vada ad ostruire le vie respiratorie, anche se, a mio avviso ogni genitore dovrebbe seguire questo corso, sono per lo più gratuiti organizzati dalle croci rosse locali. A volte bastano un paio d’ore “perse” in quel modo per salvare davvero una vita. Non mi dilungo sull’argomento perché è vasto e molto interessante. In realtà per Angelica avrei voluto farlo, ma siccome sono convinta che sia una scelta “seria”, un percorso da non affrontare con leggerezza ed essendo mio marito contrario, ho scelto di abbandonare a malincuore questo discorso. Vi invito ad andare sul sito sopra citato per saperne qualcosa in più e non giudicare a priori la scelta degli altri.

Ad oggi, nel 2017 inoltre esistono famiglie che approcciano a tipi di svezzamento vegani piuttosto che vegetariani, altri addirittura non introducono l’uso di farine o di prodotti elaborati…e chi più ne ha più ne metta. Il mondo è bello perchè è vario, dice il proverbio ed è giusto così. Come sempre ogni genitore è libero di scegliere ciò che vuole per i suoi figli e nessuno deve giudicarlo.

E voi cosa ne pensate? Cosa avete scelto per i vostri figli? Aspetto i vostri commenti…

A presto…

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20 novembre – Giornata mondiale dell’infanzia

Ogni 20 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale dei diritti dei bambini e delle bambine. Una giornata che vuole ricordare il 20 novembre 1989 quando a New York venne approvata la convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia dalle Nazioni Unite. Per la prima volta anche bambini e adolescenti sono visti come esseri aventi diritto e non solo come individui da accudire.

Ma quali sono i diritti dei bambini?

Questa è la convenzione ufficiale messa a disposizione per tutti da UNICEF e scaricabile qui  gratuitamente. Al suo interno troverete i diritti dell’infanzia dal diritto all’avere un nome, alla cittadinanza, al diritto allo studio e molti altri ancora. Vi invito a leggerla…

Purtroppo questi diritti sono un po’ lasciati a loro stessi, poiché ancora oggi molti bambini soffrono, vengono maltrattati e ancora oggi sono sfruttati nel lavoro minorile o peggio ancora sono vittime di violenza senza alcuna pietà da parte di adulti senza scrupoli.

Ancora oggi nel mondo sono 385 milioni i bambini che vivono in condizioni di povertà, ciò significa malnutrizione, scarse condizioni igieniche, malattie e spesso morti premature. Nel nostro piccolo possiamo cercare di aiutare le organizzazioni che si occupano di loro, anche se purtroppo non sempre alcune di esse fanno concretamente qualcosa. Riuscire a scegliere chi veramente opera nel bene delle persone è diventato davvero difficile, le persone che traggono beneficio dalla sofferenza altrui sono troppe e sono potenti, troppo potenti, nel 2017 pensare che ci possano essere ancora al mondo persone che muoiono di fame e altre che invece se ne fregano alle loro spalle è davvero uno schifo e noi non possiamo fare nulla.

In molte città e nelle scuole oggi ci saranno diverse iniziative per promuovere la conoscenza di diritti. Ad Alessandria, la mia città, saranno molte le associazioni che presenteranno progetti per i più piccoli, mentre venerdì 24 il dipartimento di giurisprudenza ospiterà un convegno sul diritto alla salute dei bambini.

Proteggiamo i nostri figli, i nostri nipoti e se riusciamo guardiamo oltre,magari proprio sotto i nostri occhi ci sono bambini che soffrono, perché non aiutarli?

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17 novembre – giornata internazionale dei bambini nati prematuri

Un bambino nato prematuro o pretermine significa che ha voluto o ha dovuto venire al mondo prima della 36° settimana gestazionale.

Le mie gemelle sono nate a 35 settimane, considerate premature hanno e stanno seguendo tuttora l’iter dedicato ai pretermine, ciò implica:

  • Incubatrice… Per noi è durata solo 24 ore perché si sono dimostrate da subito guerriere, nonostante Matilde fosse uno scricciolo di soli 1800 gr, ma per molti può durare molto di più.
  • Permanenza in ospedale o in TIN (terapia intensiva neonatale) per molti giorni se non settimane… Le mie piccole si sono fermate 8 giorni perché reagivano bene alle cure e il mio latte le ha fatte crescere da subito bene!!
  • Controlli periodici dal neuropsichiatria infantile… Ebbene sì, ogni 4-6 mesi ci tocca andare alla visita di controllo per vedere se il loro sviluppo neuromotorio procede nella norma o presenta ritardi, al momento noi cresciamo più lentamente di altri bimbi della stessa età ma non c’è nulla di cui preoccuparsi!
  • Visite extra.. Cardiologo, ecoencefalo, numerosi controlli neonatali, ecc….

Io ho avuto la “fortuna” di tenere in braccio le mie piccole dopo un giorno e mezzo, molte madri passano 2 o 3 mesi in TIN potendoli solo toccare per pochi minuti al giorno. Il mio pensiero va a loro che con tutta la forza combattono una dura guerra interiore vedendo i loro cuccioli intubati e sofferenti. Ma una volta vinta la battaglia in quell’incubatrice la strada sarà tutta in salita, magari più lenta di altri e con qualche ostacolo in più, ma pur sempre una vita fatta di meravigliosi traguardi. Care mamme, voi siete speciali, avete un cuore forte e solo voi sapete cosa avete dovuto passare per arrivare al primo traguardo fondamentale di un nato prematuro :il suo primo compleanno!!

Un pensiero va anche a tutti gli operatori che lavorano in TIN, persone dall’animo gentile, dolcissimi con i loro piccoli pazienti e molto comprensivi con i genitori che sostano in reparto. Anche loro ogni giorno combattono una piccola battaglia perché aiutano le famiglie in questo difficile e lungo percorso.

Mamme e papà ricordatevi che non siete soli… Buona vita a voi e ai vostri piccoli guerrieri!!!

Febbre o non febbre? Questo il problema…

Chi ha figli piccoli, soprattutto quelli che frequentano nido e materna sa perfettamente che ogni due settimane ci risiamo: febbre,tosse,raffreddore..nasi che colano,aerosol che ormai si accendono da soli, litri di soluzione fisiologica in ogni dove ed un conto aperto con la farmacia(ormai diventata cugina di primo grado).

Ebbene…il 10 ottobre 2017 a Milano è stata presentata durante l’evento “Che Giungla Questa Febbre”, patrocinato dalla Casa Pediatrica Fatebenefratelli-Sacco, la ricerca SWG sul comportamento delle mamme in relazione agli episodi di febbre dei propri piccoli. La confusione nasce specialmente dalle difficoltà di reperire informazioni certe e scientificamente validate in materia. Il pediatra emerge come la figura di riferimento per la salute dei figli.

Addirittura dalla ricerca si evince che 1 mamma su 4 si trova in gravi difficoltà ed incertezze di fronte al fenomeno febbre, spesso utilizzando i vecchi rimedi della nonna e a volte aggravando la situazione,altre mamme corrono in pronto soccorso disperate per qualche linea. Da qui è nato questo progetto molto interessante e di conseguenza l’evento aperto alle mamme blogger di cui voglio riportarvi le slide messe a disposizione per sintetizzare il “problema febbre”. Queste slide sono semplici e ci aiutano a capire qual’è il primo intervento da effettuare e se c’è reale bisogno di intervenire, ovvero se siamo sotto i 37,5° possiamo pure stare tranquille, eventualmente misurarla dopo qualche ora.

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Spero che le immagini vi siano state utili, mi raccomando chiamate il pediatra se c’è un REALE bisogno, molte volte cio allarmiamo per nulla e facciamo davvero perdere del tempo ai medici che magari hanno reali urgenze.

Per concludere questo breve articolo…voi come vi comportate con la febbre? Che mamme siete, ansiose con il numero del pediatra tra i preferiti o più tranquille come me?

Aspetto commenti ed opinioni in merito…

A presto…

 

*le immagini presenti in questo articolo sono state prese da Pinterest.

Settimana internazionale del babywearing e settimana mondiale dell’allattamento al seno

Ecco due cose che adoro, che mi fanno sentire mamma al 100%,ovviamente è un mio pensiero!!

Io amo portare le mie figlie..ho iniziato con Angelica che aveva pochi giorni con una semplice fascia elastica di medela, regalatami inconsciamente da mia sorella, e dico inconsciamente perché non poteva immaginare che da lì sarebbe iniziato un amore viscerale per il portare. Purtroppo a quei tempi non potevo permettermi grandi fasce, anzi ho dovuto optare per una ring di seconda mano comprata in un negozio di usato per bambini. Quella ring è finita anche in Sicilia, è stata la mia salvezza in spiaggia, in aeroporto, la sera..ovunque quell’estate del 2015 poiché Angelica non ne voleva sapere di camminare.

Superati i 13 kg l’ho riposta nell’armadio sperando in un futuro migliore..fino a qualche settimana fa quando sono riuscita a reindossarla con Beatrice. Nel frattempo si sono aggiunte una fascia lunga rigida, non bellissima ma funzionale, grazie alla quale riesco a tentare ogni sorta di legatura, poi ho preso un mei tai amazonas, ottimo, pratico e viola!! E la settimana scorsa si sono aggiunte due new entry spettacolari:una meravigliosa ring e una fascia didymos elegante e corta stavolta per poter provare altre nuove tecniche!

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Insomma..una vera passione!! La sensazione di avere tua figlia proprio cuore a cuore, sentire il suo respiro e guardarla dritta negli occhi è ciò che ti fa capire cosa valga davvero la pena di fare nella vita.. E poi devo dire che quando hai due gemelli ti sembra sempre di non dare mai abbastanza coccole e carezze ad una o all’altra, invece così hai una scusa per farlo! Inoltre è proprio pratico girare con loro addosso, puoi muoverti bene e continuare a fare tutto ciò che vuoi mentre loro sono tranquille e beate…

Allattare… Argomento a me molto caro, motivo di lunghi ed estenuanti dibattiti con altre mamme. Io rimango dell’idea che tutte possano allattare e non lo dico così tanto per dire, purtroppo ci sono mamme che vorrebbero farlo ma nel loro percorso incontrano gente spinta da informatori vari i quali consigliano latti artificiali al posto di aiutare concretamente.. Per questo bisognerebbe rivolgersi a persone davvero esperte come le donne della League du leche o le consulenti per l’allattamento. Ammiro quelle donne che ti dicono subito “io ho scelto di non allattare”, d’altronde non sei obbligata, fai la tua scelta consapevole e tanto di cappello. Le mamme che odio sono quelle che cercano in tutti i modi di giustificarsi del fatto che danno latte artificiale e quasi quasi tu devi sentirti una merda perché non lo fai…perché? Ma Vivi serena..per me puoi fare quello che vuoi basta che non mi fai sentire inadeguata a me, a meno che non sia tu quella che si sente in colpa per questo e allora mi domando, perché lo fai? Per comodità forse? E ammettilo no??

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Alle gemelle ho dato per un mesetto circa la sera u n biberon di latte artificiale, ero stremata, stanca e credevo fosse la soluzione più comoda per stare tranquilla io…poi ho capito che era più comodo tirare fuori la tetta e via!!!

Per concludere… Care mamme, fate sempre ciò che volete e ciò che voi pensiate sia meglio per loro!!

Alla prossima… E se non l’avete ancora fatto mettete un like alla mia pagina Facebook

Mi presento…

Ciao a tutti

mi chiamo Alessandra, ma per la mia famiglia sono sempre stata Alina…
Ho 34 anni compiuti proprio ieri, sono mamma di Angelica 3 anni e mezzo e di Beatrice e Matilde gemelle di quasi 6 mesi. Sono sposata con Tony dal 2013 ma ormai stiamo insieme da 9 anni, io lombarda e lui siciliano, ora abitiamo in Piemonte ma i dettagli della storia e dei vari spostamenti ve li racconterò più in là..

Sono un educatore professionale, al momento in congedo di maternità. Lavoro in una r.s.a in piccolo paese qui vicino.

Nell’ultimo anno ho fatto solo la mamma.. un lavoro che credo mi si addica perché lo faccio con tanta passione e soprattutto credo di essere nata col senso matrr, ogni giorno è una nuova avventura che mi piace prendere col sorriso nonostante a volte la stanchezza e il nervosismo prendano il sopravvento .

Perché super mamma?

In realtà non l’ho deciso io: il super l’hanno un po’ deciso gli altri, con tre figli piccoli, un cane e il marito al lavoro in questi ultimi sei mesi mi sono gestita tutto da sola senza dover chiedere nulla a nessuno, senza troppe urla o crisi di vario genere. Certo la mia meravigliosa famiglia in momenti estremamente necessari ci ha aiutato e non poco!

Questo blog nasce con l’idea di condividere alcuni momenti della mia vita, che alla fine sarà uguale alla vostra, magari confrontandosi esce qualcosa di nuovo!! Io non sono una scrittrice e non pretendo nemmeno di esserlo, magari i miei articoli non saranno scritti in forma perfetta, a volte ci saranno errori banali, ma vi prego di prenderlo così com’è: il semplice blog di una mamma che vuole lasciare un ricordo, una traccia di sé in questo mondo virtuale.

Vi auguro buona lettura e vi invito a lasciare un segno del vostro passaggio con un commento!!!

Super MammAlina

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Nella foto sopra trovate alla vostra destra Beatrice e alla vostra sinistra Matilde.

 

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