Esogestazione questa sconosciuta

La scorsa domenica le mie twins hanno compiuto 9 mesi..e quindi? Direte voi…

Per loro è un secondo traguardo dopo la nascita perchè è finita l’esogestazione. E cioè?

Ve lo spiego in parole povere, giusto per saperne qualcosa in più ma molto terra a terra…da mamma a mamma insomma!! Partiamo dall’inizio: la gestazione di una donna come sappiamo tutti dura 9 mesi, 40 settimane per l’esattezza,ed è il periodo in cui il nostro futuro bambino prende forma. Questo lasso di tempo viene definito endogestazione. Dal concepimento inizia la sua formazione nel grembo materno, piano piano in quelle 40 settimane si forma il suo corpicino, sia esternamente che internamente. In questo periodo la mamma che può sentire i suoi movimenti lo vive giorno per giorno, si prende già cura di lui dal primo test di gravidanza.

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…e poi? Cosa succede dopo il parto?

E’ qui che inizia l’esogestazione, ovvero un lasso di tempo, che varia da bimbo a bimbo tra i 7 e i 9 mesi, nei quali il legame madre-figlio si fa sempre più concreto, più forte e fondamentale per il futuro. Per molti psicologi e pedagogisti proprio in questo periodo si crea l’attaccamento. In questi mesi si deve privilegiare il contatto fisico tra i due, è molto importante l’allattamento al seno perchè crea una simbiosi speciale, è consigliato l’uso della fascia portabebè perchè permette al neonato di sentire l’odore della mamma, ascoltare il suo battito ma soprattutto sentirsi protetto.

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E’ fondamentale care mamme tenere i nostri figli in braccio, coccolarli e accarezzarli in questo periodo. Fa bene a loro ma anche a noi perchè dopo 9 mesi che l’abbiamo tenuto dentro il nostro grembo e tutto il dolore patito ci meritiamo di spupazzare il nostro piccolo. Lasciate perdere la storia del vizio, avrà tutto il tempo dopo di essere viziato vedrete! Pensate, ed è una cosa che ho notato anch’io tutte e tre le volte, che tra i 6 e i 9 mesi il bambino raggiunge quella consapevolezza del voler essere preso in braccio non più come istinto ma proprio come suo bisogno, difatti inizierà a tendere le mani verso la mamma, inoltre è in questa fase che inizia a scoprire il mondo con tutti i sensi e magari gattonando. E’ ora che noi mamme ci facciamo un pò da parte e “ascoltiamo” quello che vuole comunicarci: lasciamolo libero di assaggiare, toccare, sentire, lasciamolo giocare il più possibile con quello che lui vuole.

Tutto ciò che ho scritto nell’articolo è una sintesi di tutto ciò che ho letto in questi anni, quei piccoli consigli sono dati dalla mia esperienza che sappiamo essere diversa dalle altre. Io, le mie figlie, le ho sempre coccolate e lo faccio tutt’ora perchè sono piccole adesso e quando posso le riempio d’affetto, se poi le vizio, le soffoco o altro…non sta agli altri giudicare. Angelica ha un attaccamento sicuro con me, quando esco mi saluta e non ha mai pianto, sta volentieri con gli altri e socializza. Le twins, abbiamo appurato al nido,  sono attaccate bene alla mia figura ed è proprio in questo ultimo mese che si è vista la loro evoluzione dalla totale dipendenza a me fino a questi ultimi giorni in cui appaiono agli occhi delle educatrici più tranquille ed indipendenti. Se sia merito mio o del destino non lo so, io sono contenta di quello che ho fatto e sto facendo per loro, cercando sempre di migliorare, ascoltando i consigli e se utili applicandoli.

E voi invece, avete notato queste piccole sfumature? Sapevate dell’esistenza dell’esogestazione? lasciatemi il vostro commento qui sotto e se l’articolo vi è piaciuto condividetelo con le altre mamme sui social!!!

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L’aspiratore nasale che ti cambia la vita

Care mamme… Oggi vi parlo volentieri di un oggetto che mi ha cambiato la vita, soprattutto con due gemelle piccole.

Eh si, se penso a quanti ricambi per aspiratore nasale ho dovuto comprare in 7 mesi, e quanti prima con Angelica…

Vi scrivo questo articolo per aiutare davvero le vostre tasche, con una spesa grossa iniziale avrete poi ammortizzato il tutto in poco tempo. Ci tengo a precisare che l’azienda produttrice non mi ha incaricato ne pagato, ne tanto meno regalato l’oggetto in questione.

Lui si chiama nosiboo, è un aspiratore elettrico nasale, l’unico davvero nel suo genere. In commercio costa 139 euro, praticamente ovunque, ma li vale tutti!!!

E dove sta la convenienza direte voi?

Facciamo due conti: in periodo normale i neonati fanno almeno 2 lavaggi al giorno, che arrivano a 4 o 6 in caso di raffreddore o bronchite. Una confezione di ricambi nasali da 20 della narhinel, la più conveniente a mio avviso, costa 9,30 euro.

In un mese 60 ricambi, ovvero 27,90 euro.

In 5 mesi andrete a spendere 139,50 euro… Ma se arriva un raffreddore? E se avete più di un figlio!?

Allora… Non converrebbe da subito investire quei soldi in nosiboo?

Perché ve ne parlo così entusiasta?

Perfino Angelica di 3 anni e mezzo lo vuole fare, basta coinvolgerli a volte i bambini. Dopo 3 mesi di tosse e raffreddore finalmente ha il naso libero, abbiamo tirato fuori il mondo da quel naso, cose che voi umani davvero non pensereste..

Come funziona?

Nosiboo è dotato di presa elettrica, ha un bottone di accensione che permette inoltre di regolare l’intensità di aspirazione.

Ha un beccuccio a forma di colibrì ed un’ampolla raccogli muco, il tutto è lavabile sotto acqua corrente e per poi disinfettarlo come preferite. Il funzionamento è semplicissimo, basterà collegare l’apparecchio alla presa, selezionare l’intensità desiderata, accendere e aspirare l’inverosimile! Si raccomanda di non tenere il beccuccio per più di 10 secondi in una narice, io personalmente tengo un secondo e tolgo, poi ancora uno e tolgo per 3/4 volte in modo da far defluire bene tutto il muco nell’ampolla. Una volta finito svuotare, sciacquare e disinfettare il tutto. Ovviamente leggete sempre le istruzioni che trovate nel manuale prima di utilizzarlo.

Questo oggetto può davvero cambiare la vostra vita!!! Credetemi!!!

Ma adesso, dove lo potete acquistare?

Solo online… Da Amazon ad ebay a tanti siti internet, sempre a 139 euro… MA… Vi darò una dritta! Se voi andate su qui, vi iscrivete alla newsletter così avete 10 euro di sconto, una volta ricevuto il coupon via e-mail fate il vostro ordine, le spese di spedizione sono gratuite!! E allora? Cosa aspetti???

Se lo acquistate poi fatemi sapere…

Svezzamento parte II

Eccoci qui di nuovo ad affrontare il tema svezzamento. Questa volta vi voglio parlare della nostra esperienza, tutto ciò che trovate scritto in questo articolo NON SONO SUGGERIMENTI, NON SONO CONSIGLI. Ci tengo a precisarlo per evitare commenti in privato riguardo al fatto che ciò che scrivo non è consono alle normative, che i pediatri docono così e bla bla bla … Ciò che trovate scritto qui è solo ciò che abbiamo vissuto noi.

Tre figlie, due svezzamenti… Momenti unici in entrambi i casi e soddisfacenti. Sento tante mamme che si lamentano del fatto che i figli non mangiano, sputano, piangono e altre cose terribili. Noi per fortuna non abbiamo mai avuto questi problemi, in realtà credo che la riuscita di uno svezzamento sia una questione 50% merito del figlio e 50% merito della mamma. Per ciò che riguarda che i figli bisognerebbe sempre aspettare che loro siano pronti, senza forzare i loro tempi, ogni bambino è diverso e diverse sono le sue esigenze. Per la madre invece ci vuole tanta pazienza, attenzione e soprattutto bisognerebbe abbandonare le proprie ansie. La cosa che condiziona spesso l’andamento della crescita in generale e la riuscita di molti obiettivi è proprio l’eccessiva ansia di una mamma, molte volte soffoca i figli che percepiscono questo senso di oppressione come una loro inadeguatezza e per questo è più facile per loro sbagliare, fare errori senza rendersene conto, essere molto insicuri delle proprie azioni.

Se noi mamme riuscissimo a vivere ogni situazione con la dovuta tranquillità, sarebbe tutto più semplice, più scorrevole.

Svezzare un neonato è introdurlo nel mondo del cibo, saperlo condurre tra i vari gusti, farlo appassionare ad uno dei grandi piaceri della vita.

Tornando alla mia esperienza… Con Angelica ho iniziato a 4 mesi lo svezzamento con la frutta. Si sa col primo figlio è tutto nuovo e si vorrebbe fare tutto di fretta, cosa che cambia la seconda volta. Le gemelle, sarà stato per il fatto che volevo godermi ogni poppata o sarà stato perché l’idea di doverne svezzare due insieme mi terrorizzava un po’ (per certi versi il tutto doppio non è poi così “carino”) ho deciso di farlo dopo i 6 mesi, purtroppo complice anche un pit stop causa bronchiolite abbiamo dovuto sospendere per una settimana e riprendere che eravamo ai 7 mesi quasi. Comunque la cosa positiva dell’iniziare dopo è stato proprio l’interesse verso il cibo da parte loro, già dai primi pasti si divoravano tutto! Con Angelica invece le prime volte è stato più difficile, era troppo piccola. Certo lei a 6 mesi mangiava qualsiasi cosa, i biscotti plasmon se li teneva in mano da sola e usava il biberon per bere l’acqua. Le gemelle invece se provo a dargli il biberon me lo buttano a terra e di bere acqua neanche per sogno!

Ho già detto che abbiamo optato per uno svezzamento tradizionale. Brodo, verdure e omogeneizzati tutti fatti in casa. Questo prezioso alleato che vedete qui sotto in mezz’ora cuoce a vapore ogni verdura per poi omogeneizzarla meravigliosamente. Penso che sia una di quelle spese che tutte le neomamme dovrebbero concedersi.

Inizialmente preparavo la scorta per la settimana: 2 vaschette di brodo, 3 o 4 vaschette di verdure divise e qualche carne in base alle offerte che trovavo. Poi ho capito che di volta in volta con la verdura fresca o la carne posso preparare in meno di un’ora uno splendido pranzetto. Ho sempre cercato di variare il pranzo con la cena, proprio per questo dividevo le verdure, in modo da avere ogni pasto un gusto diverso. Il tutto sempre e solo condito da un filo d’olio evo e del grana grattugiato.

Col tempo i gusti dei bambini cambiano, ahimè, non potrete più rifilargli tutto ciò che vi pare, dopo i 2 anni il loro palato si raffina, i gusti diventano più decisi e anche loro vogliono decidere cosa mangiare. Se fosse per Angelica vivremmo di pasta al pomodoro, polpette, salsiccia e cioccolato…e non sarebbe neanche tanto male! A volte ci vuole l’ingegno per creare piatti che li incuriosiscono e magari volino con la fantasia.

Per me inoltre è importante mangiare tutti insieme, a partire dalle pappette!! Magari si sta seduti a tavola un’ora, ma rimane comunque a mio avviso uno dei momenti più belli da vivere insieme, dove ci si scambiano due chiacchiere e non si guarda televisione!

Da domani ogni giorno inserirò una ricettina, a volte indicata per lo svezzamento, altre per i bimbi più grandi, e magari qualche ricetta per noi grandi.

Continuate a seguirmi e se volete scrivetemi della vostra esperienza di svezzamento, mi farebbe molto piacere!!

A presto…

Svezzamento: parte I

Oggi care mamme vi parlo dello svezzamento. Ho deciso di dividere questo argomento così complesso e variegato in due “puntate”. Questo primo articolo ha contenuti un po’ più teorici, da maestrina…una parte pallosa ecco!! Seguirà poi un secondo articolo, tra qualche giorno, dove vi scriverò della mia personale esperienza con tutte e tre le bimbe perché di fatto le ho trovate molto diverse e lunghe da spiegare, sia come approccio iniziale che come svolgimento in sé.

Ma partiamo dal principio… dalla parola SVEZZARE, ovvero togliere il vizio. E quale vizio? Quello della tetta!!! Molte di voi, tra cui io, diranno: “la tetta non è un vizio”, in realtà lo si intende così per il fatto che, da quando nasce, il neonato è abituato solo alla suzione, che sia della tetta o del biberon, sono abituati ad un unico alimento e molto spesso con lo stesso sapore.

Secondo l’OMS è opportuno iniziare lo svezzamento a partire dai sei mesi di età, quando il neonato ha un apparato digerente pronto ad accogliere cibi di natura semisolida e non più liquida. Inoltre dai sei mesi il bambino ha bisogno di più nutrienti, il suo stile di vita cambia, inizia a “muoversi” di più, magari a gattonare e il latte di mamma, ahimè, non lo sazia adeguatamente alle richieste del suo organismo. Se volete saperne di più sulle direttive del ministero della salute potete andare sul loro sito.

In realtà ad oggi molte mamme iniziano lo svezzamento già a partire dai 4 mesi, molti pediatri consigliano di iniziare nel momento in cui il bimbo riesce a stare seduto in maniera autonoma sul seggiolone, questo per far sì che mantenga una postura dritta e quindi le vie aeree non vengano ostruite dal passaggio di cibo. Ovviamente chi sceglie di iniziare a questa età lo potrà fare con l’introduzione della frutta, che rimane un alimento leggero, di facile digeribilità e dal gusto dolce, simile al latte. Le mamme che preferiscono iniziare dal sesto mese potranno da subito dare le classiche pappette di semolino, cereali con del brodo di verdure per poi inserire gradualmente le varie carni, pesci e formaggi. Nel prossimo articolo vi metterò la tabella che utilizzo io con l’inserimento dei vari alimenti.

Questo appena descritto è uno svezzamento tradizionale… Si, perché oggi esistono diversi tipi, il più contestato, sconsigliato, additato è l’autosvezzamento! Sono ancora pochi i pediatri che lo consigliano perché si suppone che sia “rischioso”. E perché? Autosvezzamento significa proprio svezzarsi da soli, non che il bambino si prepara il cibo da se ovviamente…la madre in questo caso deve necessariamente aspettare i sei mesi e cogliere dei segni, cioè deve notare il proprio figlio desiderare il cibo dei grandi, e come ci si può accorgere? I bambini tendono ad avere interesse per qualcosa nel momento in cui lo seguono con lo sguardo, nel caso del cibo possono anche aprire la bocca o cercare con la mano di afferrarlo, a quel punto avremo i segni di un vero interesse verso il nostro mangiare. Non si inizia con pappette, ma proprio col nostro cibo da subito, non che il primo giorno si mangiano un piatto di carbonara, ovviamente senza uso di sale, condimenti grassi, soffritti o altro di pesante.

Il cibo può essere sminuzzato per facilitare loro la masticazione (Piermarini) o offerto com’è, in forma di striscette e bastoncini che loro succhiano e mordicchiano (Rapley). Aumentando le capacità manuali e masticatorie (sì, masticano anche senza denti) e imparando che il cibo riempie la pancia, la quantità di cibo assunta sarà sempre maggiore, e nel tempo calerà la richiesta di latte. Tutto avviene in maniera molto molto graduale.”

Questo testo l’ho tratto dal sito di riferimento per chi vuole avvicinarsi a questo metodo e che potete trovare cliccando qui.

Le mamme in questo caso devono essere consapevoli della loro scelta, si consiglia anche di frequentare un corso di disostruzione pediatrica perché è un po’ più probabile che il cibo vada ad ostruire le vie respiratorie, anche se, a mio avviso ogni genitore dovrebbe seguire questo corso, sono per lo più gratuiti organizzati dalle croci rosse locali. A volte bastano un paio d’ore “perse” in quel modo per salvare davvero una vita. Non mi dilungo sull’argomento perché è vasto e molto interessante. In realtà per Angelica avrei voluto farlo, ma siccome sono convinta che sia una scelta “seria”, un percorso da non affrontare con leggerezza ed essendo mio marito contrario, ho scelto di abbandonare a malincuore questo discorso. Vi invito ad andare sul sito sopra citato per saperne qualcosa in più e non giudicare a priori la scelta degli altri.

Ad oggi, nel 2017 inoltre esistono famiglie che approcciano a tipi di svezzamento vegani piuttosto che vegetariani, altri addirittura non introducono l’uso di farine o di prodotti elaborati…e chi più ne ha più ne metta. Il mondo è bello perchè è vario, dice il proverbio ed è giusto così. Come sempre ogni genitore è libero di scegliere ciò che vuole per i suoi figli e nessuno deve giudicarlo.

E voi cosa ne pensate? Cosa avete scelto per i vostri figli? Aspetto i vostri commenti…

A presto…

Febbre o non febbre? Questo il problema…

Chi ha figli piccoli, soprattutto quelli che frequentano nido e materna sa perfettamente che ogni due settimane ci risiamo: febbre,tosse,raffreddore..nasi che colano,aerosol che ormai si accendono da soli, litri di soluzione fisiologica in ogni dove ed un conto aperto con la farmacia(ormai diventata cugina di primo grado).

Ebbene…il 10 ottobre 2017 a Milano è stata presentata durante l’evento “Che Giungla Questa Febbre”, patrocinato dalla Casa Pediatrica Fatebenefratelli-Sacco, la ricerca SWG sul comportamento delle mamme in relazione agli episodi di febbre dei propri piccoli. La confusione nasce specialmente dalle difficoltà di reperire informazioni certe e scientificamente validate in materia. Il pediatra emerge come la figura di riferimento per la salute dei figli.

Addirittura dalla ricerca si evince che 1 mamma su 4 si trova in gravi difficoltà ed incertezze di fronte al fenomeno febbre, spesso utilizzando i vecchi rimedi della nonna e a volte aggravando la situazione,altre mamme corrono in pronto soccorso disperate per qualche linea. Da qui è nato questo progetto molto interessante e di conseguenza l’evento aperto alle mamme blogger di cui voglio riportarvi le slide messe a disposizione per sintetizzare il “problema febbre”. Queste slide sono semplici e ci aiutano a capire qual’è il primo intervento da effettuare e se c’è reale bisogno di intervenire, ovvero se siamo sotto i 37,5° possiamo pure stare tranquille, eventualmente misurarla dopo qualche ora.

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Spero che le immagini vi siano state utili, mi raccomando chiamate il pediatra se c’è un REALE bisogno, molte volte cio allarmiamo per nulla e facciamo davvero perdere del tempo ai medici che magari hanno reali urgenze.

Per concludere questo breve articolo…voi come vi comportate con la febbre? Che mamme siete, ansiose con il numero del pediatra tra i preferiti o più tranquille come me?

Aspetto commenti ed opinioni in merito…

A presto…

 

*le immagini presenti in questo articolo sono state prese da Pinterest.