Il (non) favoloso mondo dei gemelli

Come sfatarvi un mito in 300 parole!!

Questo post viene scritto così d’impulso, di botto… per far capire a tutte quelle donne, quelle ragazze o quelle future mamme che ho incontrato per strada fino ad ora, che fermarci per esclamare “Chebbellooo, voglio anch’io due gemelli!!!”…non è una cosa da dire…

Mi spiego meglio…ora vi faccio entrare nel #mammadigemelli mood…

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Dal momento in cui partorisci tu perdi un nome, un’identità..alla nursery dell’ospedale nessuno ti chiama “signora”, “mamma”, “Alessandra”, nemmeno più il cognome viene usato…sei “la mamma delle gemelle”!! E fin qui non è un problema…in 2 settimane di ricovero almeno pensavo di essere una persona conosciuta, quasi ben voluta…e invece no, di te mamma non frega niente a nessuno…sono loro, le tue bimbe, il vero fenomeno perchè durante l’orario di visita io ricevevo anche i parenti degli altri!!

“Scusi, posso vedere le gemelle?”…

“posso entrare signora?”…

e quando rispondevo che loro non erano in camera ma alla nursery, nemmeno un saluto…e vabbè!!

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Un altro momento in cui capisci di non avere più una tua identità è alla dimissione. Ricordo di aver messo le bimbe nel passeggino, copertine rosa uguali, cappellino bianco uguale, riduttori uguali…e via…fuori dall’ospedale. Il tempo medio di percorrenza tra la nostra stanza e la macchina sarebbe dovuto essere di circa 12 minuti…ho messo la prima bimba sull’ovetto dopo 40 minuti, e non scherzo!!

Appena fuori dalla camera hanno iniziato a fermarci per farci domande o semplicemente per dirci quanto erano belle… e piccole ….e uguali…Noi abbiamo riso inconsapevoli che quello sarebbe stato il nostro mood quotidiano ad ogni uscita.

Le bimbe a parte qualche controllo in ospedale non le abbiamo fatte uscire fino ai 40 giorni, chi ha avuto bimbi prematuri mi può capire. Dopo i 40 giorni abbiamo deciso di andare ad una festa qui in Alessandria   bella idea complimenti!! Tutto il pomeriggio per attraversare la piazza praticamente, da lì abbiamo iniziato a sentire le domande più assurde del mondo. ma quella è un’altra storia…

Ovviamente il discorso è ironico, quanto vero!! Io ritengo una grande fortuna aver avuto loro due perchè viviamo momenti davvero unici e speciali…ma io sono la mamma di Angelica, di Beatrice e di Matilde…non mi sento diversa o speciale, fortunata si…

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Biscotti vegani con gocce di cioccolato

  • 500 g di farina (scegliete voi se 00 o integrale)
  • 150 g di zucchero di canna
  • 120 g di acqua
  • 110 g di olio di semi (io uso quello di oliva che trovo nel pacco di mia suocera!!)
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • un uovo di cioccolato fondente medio (avanzo di Pasqua)

Questa ricetta nasce dall’esigenza di proporre qualcosa di un pò più sano per la colazione delle mie tre bestioline visto che si mangerebbero l’intera dispensa che non possiedo!! L’ho trovata dal mitico Marco Bianchi, ho cambiato un paio di ingredienti in base alle mie esigenze, aggiunto l’ultimo uovo di cioccolato che avevo in giro … et voilà…biscotti perfetti da tenere in un barattolo di latta.

Ma vediamo il procedimento…

Ho scaldato l’acqua e sciolto lo zucchero, appena l’acqua si è raffreddata ho aggiunto l’olio.

In una terrina mischio farina,lievito sale e il cioccolato tritato grossolanamente.

unisco i due composti e formo una palla, è molto simile alla frolla di burro come consistenza ma non c’è il rischio che si scaldi e si rovini… Ripongo in frigo un’oretta.

Trascorso il tempo la tolgo dal frigo e formo delle palline che poi appiattisco col palmo della mano sulla carta da forno. Potete anche stenderla e tagliare col coppapasta. A noi piace così rustico ed è più divertente farli con i bambini!!

In forno a 180° per 10 minuti…non di più altrimenti secca e potrete usare i vostri biscotti per costruire un muro di confine con il vicino!!

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Fatela…e fatemi sapere!!

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Sono una mamma ad alto contatto e me ne vanto!!!

Babywearing, cosleeping, allattamento esclusivo al seno, coccole, abbracci, contenimento fisico… Eh già… Io sono tutto questo! Ovvero una mamma ad alto contatto!!

Le mie figlie cresceranno viziate mi hanno detto tante volte, non sapranno mai fare le cose da sole, cammineranno tardi, avranno le gambe storte, dipenderanno da me tutta la vita…. E quindi? A parte che… A te che ti frega??? Ti ho chiesto di occuparti di loro da grandi? Ti ho chiesto un consiglio? No… E allora? La gente che incontro per strada non ha nulla da fare se non giudicarmi?

Punto primo…coccolare un figlio che piange è rassicurarlo e non farlo sentire solo.

Punto secondo…usare supporti quali fasce o marsupi non fa venire gambe storte o camminare in ritardo…

Punto terzo…allattare al seno non fa altro che bene…e lo faccio come e quando le mie figlie vogliono!!!

Punto quarto…Le mie figlie dipenderanno da me tutta la vita perché sono mie, io le ho fatte e volute, e credo sia giusto che dipendano da me…un po’ come tuo figlio di 50 anni è ancora a casa tua senza lavoro e tu gli compri ancora le mutande al mercato!!

Essere una mamma ad alto contatto non vuol dire sedersi un giorno e stabilire le regole ben precise…ti ci ritrovi nel corso delle prime settimane della vita di tuo figlio! Poi te ne rendi conto e ti piace…e non smetti! Certo gli altri sono pronti a giudicare…ma cosa posso farci se io alle mie tre figlie voglio dargli tutto l’amore del mondo? Loro sono piccole ora, hanno più bisogno di me proprio adesso!!

Nelle prossime settimane entrerò nello specifico di ogni argomento, spiegandovi meglio di cosa si tratta e parlandovi della nostra esperienza in merito!

Io sono felice di crescere le mie figlie in questo modo, facendogli sentire che la loro mamma c’è sempre quando ne hanno bisogno, che possono contare sul mio abbraccio, sulla mia carezza o su un goccio di latte consolatorio. Fa bene a loro e fa bene a me!!

E voi mamme o papà anche, siete ad alto contatto? Volete parlarmi della vostra esperienza? Lasciatemi un commento qui sotto, cliccate sulla stellina in fondo al post per sapere se vi è piaciuto e se volete che io scriva un articolo su un argomento di vostro gradimento non esitate a contattarmi!!

Mi trovate anche su Instagram o su Facebook… imperdibili aggiornamenti ogni giorno!! E per tutte le mamme potete seguire i nostri consigli di vita quotidiana su La rubrica delle mamme su Instagram, Facebook e sul blog dedicato!!

Merenda nutriente

Lista della spesa :

1/4 di banana

2 biscotti tipo Plasmon

Acqua q.b.

Procedimento:

Mettere i biscotti a bagno nell’acqua, nrl frattempo con una forchetta schiacciate bene la banana ottenuta quasi una crema. Unire i due composti schiacciando sempre con una forchetta.

Questa merenda è molto nutriente, io la uso quando le piccole sono malate e magari rifiutano la pappa, avendo un sapore dolce la gradiscono di più.

Potete ovviamente sostituire alla banana un qualsiasi tipo di frutta a vostro piacere, grattugiata o frullata.

Ricordate che all’inizio ogni alimento va somministrato almeno tre volte per poter vedere se il bimbo ha una qualche forma di allergia o intolleranza, mai dare due prodotti nuovi insieme, sempre una novità alla volta.