Risottino con la zucca

Lista della spesa :

2 cucchiai di riso per svezzamento

Zucca q.b. in base alle esigenze del piccolo

Acqua q.b

Olio evo

Grana padano

Procedimento

Cucinare il riso secondo le modalità descritte dalla casa produttrice. Lessare o cuocere a vapore la zucca e, a seconda dell’età del bimbo omogeneizzare o schiacciare con la forchetta. Unire il riso con la zucca, aggiungere un filo d’olio e grana grattugiato. Lasciate insaporire un paio di minuti…e gnam!!! Un gustoso primo autunnale per vostro figlio!

Volendo il riso può essere frullato se il bimbo ancora non è pronto. Potete sostituire il riso apposito con il nostro, va stracotto e magari schiacciato con la forchetta.

Le mie bimbe lo adorano… Fatemi sapere se anche alle vostre piace!!!

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Pan cotto

Il classico dei classici… Di generazione in generazione… Uno dei piatti più semplici e più amato dai bimbi!!

Lista della spesa:

2 fette di pane bianco

2 bicchieri di acqua

Olio e grana padano

Procedimento:

Mettete l’acqua a bollire e aggiungete il pane a pezzetti. Abbassare il fuoco e girare con una forchetta. Cuocere per una ventina di minuti. Togliere dal fuoco e aggiungere olio e grana.

Semplicissimo, veloce, la soluzione ideale per la mamma che non ha nulla in casa ma un paio di fette di pane non mancano mai. Va bene pane raffermo, fresco, in cassetta, fatto in casa… Io a volte ho usato, da mamma snaturata, i cracker non salati!!

Potete aggiungere carne, pesce, formaggio…

È davvero un piatto versatile e già completo di suo! Quindi mamme sbizzarritevi!!!

Purea di frutta

Questa ricettina è molto semplice, non serve una lista della spesa, avete bisogno della frutta che preferite e di un omogeneizzatore o un frullatore, anche quello ad immersione va bene, e se proprio non volete usare corrente fate con la grattugia come le nostre nonne. Basterà sbucciare, tagliare a pezzi la frutta e aggiungere un pochino di acqua, frullate…et voilà…purea pronta!!

A volte mi piace mischiare vari tipi di frutta o aggiungere un biscotto.

Questa purea mi capita di usarla al posto di una cena quando magari le bimbe sono appena state allattate, oppure per un cucchiaino insieme all’antibiotico.

Inoltre… Provate ad assaggiarla anche voi!!! È buonissima!!!

Brodo vegetale per svezzamento

Lista della spesa :

  • 1 zucchina
  • 1 carota
  • 1 patata
  • 1 l acqua

Preparazione :

Pulite bene le verdure e mettetele in una pentola con l’acqua. Lasciate bollire a fuoco basso per un’ora. Scolate e filtrate il brodo ottenuto.

Il brodo è da subito utilizzabile per preparare le creme. Basterà aggiungere un filo d’olio evo e un grattata di grana padano.

A partire da questa base potete di settimana in settimana aggiungere un tipo nuovo di verdura per arricchire di sapore il vostro brodo. Evitate all’inizio l’uso di aglio o cipolla per il loro gusto troppo forte. Non aggiungete sale né dado.

Per la preparazione delle prime pappe, quindi l’aggiunta di crema di riso, mais, semolino seguite attentamente le istruzioni date dalle varie case produttrici, ricordatevi di non riutilizzare il prodotto avanzato e soprattutto non riscaldarlo.

Svezzamento parte II

Eccoci qui di nuovo ad affrontare il tema svezzamento. Questa volta vi voglio parlare della nostra esperienza, tutto ciò che trovate scritto in questo articolo NON SONO SUGGERIMENTI, NON SONO CONSIGLI. Ci tengo a precisarlo per evitare commenti in privato riguardo al fatto che ciò che scrivo non è consono alle normative, che i pediatri docono così e bla bla bla … Ciò che trovate scritto qui è solo ciò che abbiamo vissuto noi.

Tre figlie, due svezzamenti… Momenti unici in entrambi i casi e soddisfacenti. Sento tante mamme che si lamentano del fatto che i figli non mangiano, sputano, piangono e altre cose terribili. Noi per fortuna non abbiamo mai avuto questi problemi, in realtà credo che la riuscita di uno svezzamento sia una questione 50% merito del figlio e 50% merito della mamma. Per ciò che riguarda che i figli bisognerebbe sempre aspettare che loro siano pronti, senza forzare i loro tempi, ogni bambino è diverso e diverse sono le sue esigenze. Per la madre invece ci vuole tanta pazienza, attenzione e soprattutto bisognerebbe abbandonare le proprie ansie. La cosa che condiziona spesso l’andamento della crescita in generale e la riuscita di molti obiettivi è proprio l’eccessiva ansia di una mamma, molte volte soffoca i figli che percepiscono questo senso di oppressione come una loro inadeguatezza e per questo è più facile per loro sbagliare, fare errori senza rendersene conto, essere molto insicuri delle proprie azioni.

Se noi mamme riuscissimo a vivere ogni situazione con la dovuta tranquillità, sarebbe tutto più semplice, più scorrevole.

Svezzare un neonato è introdurlo nel mondo del cibo, saperlo condurre tra i vari gusti, farlo appassionare ad uno dei grandi piaceri della vita.

Tornando alla mia esperienza… Con Angelica ho iniziato a 4 mesi lo svezzamento con la frutta. Si sa col primo figlio è tutto nuovo e si vorrebbe fare tutto di fretta, cosa che cambia la seconda volta. Le gemelle, sarà stato per il fatto che volevo godermi ogni poppata o sarà stato perché l’idea di doverne svezzare due insieme mi terrorizzava un po’ (per certi versi il tutto doppio non è poi così “carino”) ho deciso di farlo dopo i 6 mesi, purtroppo complice anche un pit stop causa bronchiolite abbiamo dovuto sospendere per una settimana e riprendere che eravamo ai 7 mesi quasi. Comunque la cosa positiva dell’iniziare dopo è stato proprio l’interesse verso il cibo da parte loro, già dai primi pasti si divoravano tutto! Con Angelica invece le prime volte è stato più difficile, era troppo piccola. Certo lei a 6 mesi mangiava qualsiasi cosa, i biscotti plasmon se li teneva in mano da sola e usava il biberon per bere l’acqua. Le gemelle invece se provo a dargli il biberon me lo buttano a terra e di bere acqua neanche per sogno!

Ho già detto che abbiamo optato per uno svezzamento tradizionale. Brodo, verdure e omogeneizzati tutti fatti in casa. Questo prezioso alleato che vedete qui sotto in mezz’ora cuoce a vapore ogni verdura per poi omogeneizzarla meravigliosamente. Penso che sia una di quelle spese che tutte le neomamme dovrebbero concedersi.

Inizialmente preparavo la scorta per la settimana: 2 vaschette di brodo, 3 o 4 vaschette di verdure divise e qualche carne in base alle offerte che trovavo. Poi ho capito che di volta in volta con la verdura fresca o la carne posso preparare in meno di un’ora uno splendido pranzetto. Ho sempre cercato di variare il pranzo con la cena, proprio per questo dividevo le verdure, in modo da avere ogni pasto un gusto diverso. Il tutto sempre e solo condito da un filo d’olio evo e del grana grattugiato.

Col tempo i gusti dei bambini cambiano, ahimè, non potrete più rifilargli tutto ciò che vi pare, dopo i 2 anni il loro palato si raffina, i gusti diventano più decisi e anche loro vogliono decidere cosa mangiare. Se fosse per Angelica vivremmo di pasta al pomodoro, polpette, salsiccia e cioccolato…e non sarebbe neanche tanto male! A volte ci vuole l’ingegno per creare piatti che li incuriosiscono e magari volino con la fantasia.

Per me inoltre è importante mangiare tutti insieme, a partire dalle pappette!! Magari si sta seduti a tavola un’ora, ma rimane comunque a mio avviso uno dei momenti più belli da vivere insieme, dove ci si scambiano due chiacchiere e non si guarda televisione!

Da domani ogni giorno inserirò una ricettina, a volte indicata per lo svezzamento, altre per i bimbi più grandi, e magari qualche ricetta per noi grandi.

Continuate a seguirmi e se volete scrivetemi della vostra esperienza di svezzamento, mi farebbe molto piacere!!

A presto…

Svezzamento: parte I

Oggi care mamme vi parlo dello svezzamento. Ho deciso di dividere questo argomento così complesso e variegato in due “puntate”. Questo primo articolo ha contenuti un po’ più teorici, da maestrina…una parte pallosa ecco!! Seguirà poi un secondo articolo, tra qualche giorno, dove vi scriverò della mia personale esperienza con tutte e tre le bimbe perché di fatto le ho trovate molto diverse e lunghe da spiegare, sia come approccio iniziale che come svolgimento in sé.

Ma partiamo dal principio… dalla parola SVEZZARE, ovvero togliere il vizio. E quale vizio? Quello della tetta!!! Molte di voi, tra cui io, diranno: “la tetta non è un vizio”, in realtà lo si intende così per il fatto che, da quando nasce, il neonato è abituato solo alla suzione, che sia della tetta o del biberon, sono abituati ad un unico alimento e molto spesso con lo stesso sapore.

Secondo l’OMS è opportuno iniziare lo svezzamento a partire dai sei mesi di età, quando il neonato ha un apparato digerente pronto ad accogliere cibi di natura semisolida e non più liquida. Inoltre dai sei mesi il bambino ha bisogno di più nutrienti, il suo stile di vita cambia, inizia a “muoversi” di più, magari a gattonare e il latte di mamma, ahimè, non lo sazia adeguatamente alle richieste del suo organismo. Se volete saperne di più sulle direttive del ministero della salute potete andare sul loro sito.

In realtà ad oggi molte mamme iniziano lo svezzamento già a partire dai 4 mesi, molti pediatri consigliano di iniziare nel momento in cui il bimbo riesce a stare seduto in maniera autonoma sul seggiolone, questo per far sì che mantenga una postura dritta e quindi le vie aeree non vengano ostruite dal passaggio di cibo. Ovviamente chi sceglie di iniziare a questa età lo potrà fare con l’introduzione della frutta, che rimane un alimento leggero, di facile digeribilità e dal gusto dolce, simile al latte. Le mamme che preferiscono iniziare dal sesto mese potranno da subito dare le classiche pappette di semolino, cereali con del brodo di verdure per poi inserire gradualmente le varie carni, pesci e formaggi. Nel prossimo articolo vi metterò la tabella che utilizzo io con l’inserimento dei vari alimenti.

Questo appena descritto è uno svezzamento tradizionale… Si, perché oggi esistono diversi tipi, il più contestato, sconsigliato, additato è l’autosvezzamento! Sono ancora pochi i pediatri che lo consigliano perché si suppone che sia “rischioso”. E perché? Autosvezzamento significa proprio svezzarsi da soli, non che il bambino si prepara il cibo da se ovviamente…la madre in questo caso deve necessariamente aspettare i sei mesi e cogliere dei segni, cioè deve notare il proprio figlio desiderare il cibo dei grandi, e come ci si può accorgere? I bambini tendono ad avere interesse per qualcosa nel momento in cui lo seguono con lo sguardo, nel caso del cibo possono anche aprire la bocca o cercare con la mano di afferrarlo, a quel punto avremo i segni di un vero interesse verso il nostro mangiare. Non si inizia con pappette, ma proprio col nostro cibo da subito, non che il primo giorno si mangiano un piatto di carbonara, ovviamente senza uso di sale, condimenti grassi, soffritti o altro di pesante.

Il cibo può essere sminuzzato per facilitare loro la masticazione (Piermarini) o offerto com’è, in forma di striscette e bastoncini che loro succhiano e mordicchiano (Rapley). Aumentando le capacità manuali e masticatorie (sì, masticano anche senza denti) e imparando che il cibo riempie la pancia, la quantità di cibo assunta sarà sempre maggiore, e nel tempo calerà la richiesta di latte. Tutto avviene in maniera molto molto graduale.”

Questo testo l’ho tratto dal sito di riferimento per chi vuole avvicinarsi a questo metodo e che potete trovare cliccando qui.

Le mamme in questo caso devono essere consapevoli della loro scelta, si consiglia anche di frequentare un corso di disostruzione pediatrica perché è un po’ più probabile che il cibo vada ad ostruire le vie respiratorie, anche se, a mio avviso ogni genitore dovrebbe seguire questo corso, sono per lo più gratuiti organizzati dalle croci rosse locali. A volte bastano un paio d’ore “perse” in quel modo per salvare davvero una vita. Non mi dilungo sull’argomento perché è vasto e molto interessante. In realtà per Angelica avrei voluto farlo, ma siccome sono convinta che sia una scelta “seria”, un percorso da non affrontare con leggerezza ed essendo mio marito contrario, ho scelto di abbandonare a malincuore questo discorso. Vi invito ad andare sul sito sopra citato per saperne qualcosa in più e non giudicare a priori la scelta degli altri.

Ad oggi, nel 2017 inoltre esistono famiglie che approcciano a tipi di svezzamento vegani piuttosto che vegetariani, altri addirittura non introducono l’uso di farine o di prodotti elaborati…e chi più ne ha più ne metta. Il mondo è bello perchè è vario, dice il proverbio ed è giusto così. Come sempre ogni genitore è libero di scegliere ciò che vuole per i suoi figli e nessuno deve giudicarlo.

E voi cosa ne pensate? Cosa avete scelto per i vostri figli? Aspetto i vostri commenti…

A presto…